ehi myklos tu che vuoi venire ad Avola eccoti unna carellata con le nostre feste popolari
Carnevale Avolese
La festa più movimentata di Avola è senza dubbio quella del Carnevale, che si tiene ogni anno prima del Mercoledì delle Ceneri. Di origine piuttosto antica il Carnevale avolese è uno dei maggiori organizzati in Provincia di Siracusa insieme a quelli di Floridia, Melilli, Solarino, Rosolini e Palazzolo Acreide.
I festeggiamenti iniziano il Giovedì Grasso, quando il carro raffigurante Re Carnevale viene fatto sfilare per le vie centrali della città, accompagnato da sbandieratori e da bambini in maschera. La sera in Piazza Umberto I vengono svolte premiazioni per le mascherine dei bambini.
Il Venerdì Grasso in Piazza Umberto I vengono svolti spettacoli musicali folcloristici e cabarettistici.
Il Sabato Grasso viene fatto sfilare di nuovo Re Carnevale per la periferia della città. La sera vengono svolti come la sera precedente spettacoli musicali e cabarettistici da parte di artisti locali.
La Domenica inizia la Sfilata dei Carri allegorici, Infiorati e dei Gruppi Mascherati scolastici e privati, che parte da Piazza Esedra, percorre tutto il Viale Lido e il Corso Vittorio Emanuele per poi arrivare in Piazza Umberto I. Di sera vi è l'esibizione di artisti più o meno famosi del panorama musicale italiano.
La Pasqua Avolese
La Festa di Pasqua, insieme a quelle di San Sebastiano e di Santa Venera, è una delle più importanti di Avola. Secondo alcuni cittadini questa è la festa più bella che si tiene ad Avola vista la sua durata e le sue tradizioni. Molto toccante e commovente, la Pasqua di Avola forse è una delle più belle festeggiate in Provincia di Siracusa, ma forse anche una delle più celebri ed acclamate di tutta la Sicilia.
Durante il periodo di Quaresima ogni Venerdì la maggioparte degli avolesi non mangia carni di qualsiasi tipo. E' permesso consumare pesci, crostacei, molluschi, uova, formaggi e latticini.
I festeggiamenti iniziano la Domenica delle Palme, dove si svolge una piccola processione a cui partecipano le Azioni Cattoliche parrocchiali. Ognuno dei partecipanti tiene in mano o un rametto di olivo (naturale o argentato tramite una speciale vernice) o una "Cruci di Marta " (ramoscello di palma lavorato fino a prendere forma di un piccolo ventaglio, prendente il nome di Marta, una ragazza molto devota che accompagnò Gesù nel Calvario).
Dopo la Processione, il parroco benedice per mezzo dell'aspersorio tutti i rametti di olivo e le "Cruci di Marta ". Dopodichè inizierà la Messa solenne. Il Vangelo è incentrato sulla Passione e sulla Morte di Gesù, ripercorrendo dall'Ultima Cena tutto il suo calvario, le sue torture, le sue sofferenze e umiliazioni subite fino alla sua Crocifissione.
Dopo la funzione religiosa vi è ancora un po' di tempo per acquistare e far benedire i ramoscelli di ulivo e le "Cruci di Marta ".
Fino al Mercoledì vi si tengono nelle parrocchie avolesi piccole Via Crucis private e si ha anche l'occasione di fare il Precetto Pasquale per poter "pulire l'Anima" in occasione delle festività pasquali.
La sera del Mercoledì si "Conzunu i sepulcri ", cioè vengono creati i cosiddetti "Altari della Reposizione" in base alla fantasia degli ideatori. In genere vengono composte scritture bibliche con petali di fiori, vengono esposti i simboli dell'Ultima cena (il pane e il vino, rappresentanti il Corpo e il Sangue di Cristo), vengono messe composizioni floreali al centro degli altari maggiori, vengono anche adoperati svariati oggetti di casa ritenuti che ricordano simbolici passi del Vangelo ma soprattutto vengono esposti i "Lavureddi " (parola che significa "Lavoretti"), cioè composizioni fatte con semi di frumento che, dopo essere messi un un piccolo recipiente in plastica o stagnola, vengono chiuse al buio per un determinato periodo di tempo, sviluppando dei fili d'erba di colore giallo paglierino. Queste composizioni possono essere semplici o abbellite da ghirlande colorate. Il significato dei "Lavureddi " sta nel fatto che rappresentano il germogliare della vita dall'oscurità della morte, così come ha fatto Gesù quando risuscitò dopo due giorni.
Il "Giovedì Santo" iniziano le vere e proprie funzioni pasquali. Dopo la Messa pomeridiana (comprendente la funzione della "Lavata dei Piedi" (usanza tratta ad imitare Gesù che per atto di estrema umiltà e misericordia, lui che era il Figlio di Dio lavava i piedi ai suoi Discepoli), dopo la messa si "Sconzunu l'altari ", cioè vengono smontati gli altari poichè fino a Sabato non è permesso recitare la Messa. Poi tutti i quadri sacri e in certi casi le statue vengono coperte da panni neri o di color porpora in segno di lutto. Secondo lo studioso avolese Gaetano Gubernale, anticamente si simulava una specie di terremoto battendo i piedi sul pavimento della chiesa e percuotendo i confessionali con una scopa in maniera decisa per simulare la gravità del destino che doveva abbattersi su Gesù. Talvolta qualche ragazzino faceva "a spacchiusata " (la bravata) tirando pietre contro i portoni delle chiese. Quest'usanza è stata man mano abbandonata nel corso dei secoli.
La sera nelle chiese avolesi vi si praticano veglie di preghiera organizzate dai gruppi ecclesiastici. La gente esce a sera tarda per visitare i Sepolcri.
Nel frattanto nelle Piazze Regina Elena e Teatro vengono montate le bancarelle.
Il "Venerdì Santo" è il giorno più toccante della Pasqua Avolese.
I devoti secondo l'antica tradizione cristiana. digiunano tutto il giorno fino alla Mezzanotte, altri mangiano solo un pezzo di pane senza niente a mezzogiorno e alle sette di sera. Pochissimi tradizionalisti fanno il digiuno completo rinunciando ai cibi e alle bevande.
Durante il giorno nelle chiese cittadine si recitano "I Misteri Dolorosi del Rosario della Madonna" fino alle tre di pomeriggio, ora in cui sarebbe morto Gesù.
Verso le cinque di pomeriggio si svolge nella Chiesa Madre il rituale delle "Sette Parole", dove innanzitutto viene issata sull'Altare Maggiore una grande Croce in legno recante la Statua di Gesù Crocifisso (snodabile). Dopo vengono pronunciate le sette frasi che Cristo disse prima di morire (es "Donna ecco tuo figlio", "Dio perchè mi hai abbandonato", ecc....) facendo un'approfondita riflessione sul loro significato. Quando viene pronunciata dal prete la parola "Tutto è compiuto" viene fatta calare la testa a Gesù mediante il rito della "Calata ra testa ". In quel momento chiunque abbia un animo sensibile non può fare a meno di emozionarsi visto che la scena simula perfettamente la Morte di Gesù. Dopo la statua del Cristo viene posta su una lettiga e portata in processione fino alla Chiesa di Sant'Antonio Abate.
Arrivati alla Chiesa di Sant'Antonio Abate, il corpo del Signore Morto viene messo dentro il "Monumento" (ampia urna in oro zecchino). Ad esso seguiranno i "Misteri", che sono statue raffiguranti le "Stazioni della Via Crucis" trainate da un piccolo carrello.
Dalla Chiesa di Sant'Antonio Abate dapprima esce il "Mistero raffigurante l'agonia di Gesù nell'Orto degli Ulivi", poi quello di "Gesù alla Colonna", poi esce quello di "Gesù che traina la Croce"; gli ultimi due "Misteri" sono: quelli di "Gesù Crocifisso" e di "Maria Addolorata". Tutti i "Misteri" vengono trainati dai parrocchiani appartenenti a tutte le chiese avolesi.
Dopo esce il sontuoso "Monumento" chiamato anche "Vara " ("Bara") contenente il Cristo Morto, attorniato dalle autorità cittadine e dalle forze dell'ordine.
Con l'uscita del "Monumento", inizio la "Spina Santa", nome attribuito a questa processione poichè una vecchia leggenda narra che la statua del Cristo Morto recasse in una mano un pezzo di legno appartenente alla "Corona di Spine" vera e propria.
La processione si snoda per il tracciato esagonale del centro storico, toccando tutte le chiese presenti dentro di esso.
La partecipazione alla processione della gente avolese è altissima, sia da parte di chi va dietro ai "Misteri" o al "Monumento", sia di chi la vede solo passare dai marciapiedi o dalle finestre.
La processione è accompagnata dalla Banda di Avola, che intona una marcia funebre chiamata dagli avolesi "Musica ra Spina Santa ".
La processione termina con il rientro del "Monumento" dentro la Chiesa di Sant'Antonio Abate. Dopo la Statua del Cristo Morto viene traslata di fretta e furia nuovamente dentro la Chiesa Madre. In quel momento la Statua di Gesù avvolta dentro un panno sembra per davvero una persona morta, per cui così come per le "Sette Parole", non è una scena molto consigliata a chi ha l'animo piuttosto emotivo.
Il "Sabato Santo" durante tutta la giornata non accade niente di particolare, salvo le persone che fanno compere alle bancarelle durante la mattinata e il pomeriggio.
La sera alle 22 in tutte le chiese di Avola si svolge la "Benedizione del Fuoco": nei sagrati di tutte chiese avolesi viene acceso un grande braciere dove vengono fatte accendere tante candele date ad ognuno dei fedeli, dopodichè la gente con le candele in mano entra nella chiesa in processione e attende l'inizio della "Messa di Mezzanotte". Dopo le letture e la predica, avviene la funzione della "Risuscita "; praticamente quando viene intonato il "Gloria", una sagoma raffigurante "Il Cristo Risorto" viene fatta comparire dietro l'altare maggiore (in alcune chiese la sagoma di Gesù viene scoperta da una tenda, in altre viene fatta alzare da dietro l'altare).
Intanto in Chiesa Madre, dopo la messa, la statua del "Cristo Risorto" viene portata in processione nella notte fino alla Chiesa di San Giovanni Battista, mentre nella Chiesa di Sant'Antonino viene portata una Statua della Madonna, appartenente ad una famiglia privata.
La "Domenica di Pasqua", a mezzogiorno preciso in Piazza Umberto I, le statue del "Signore Risorto" e della "Madonna" si incontrano nel centro della piazza all'incrocio tra Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele. Da quel momento inizia la funzione della "Paci " (che significa "Pace", poichè vi è l'usanza che a Pasqua la gente lasci alle spalle i torti reciproci perdonandosi a vicenda facendo la "Pace").
Le due statue sono portate a spalla; prima sopraggiunge dalla Chiesa di Sant'Antonino la statua della Madonna (snodabile) coperta da una mantella nera sotto la quala vengono messe delle colombe. Alle 12 in punto vengono sparate alcune salve in aria che segnalano l'arrivo della statua del Cristo Risorto dalla Chiesa di San Giovanni.
Appena le due statue sono di faccia, i portatori facendo muovere la statua della Madonna tramite delle piccole corde, le fanno gettare via il manto nero facendo volare le colombe, le fanno fare il Segno della Croce e fanno si che la Statua della Madonna abbracci quella di Cristo Risorto; quest'ultima recante in mano un mazzo di fiori e una bandiera con una croce rossa, simbolo della "Vittoria sulla Morte".
Questo incontro verrà ripetuto in Piazza Regina Elena, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Teatro e Piazza Trieste.
Dopo la processione si congeda e la gente si scambia i consueti Auguri di Pasqua.
Il Pranzo di Pasqua viene passato in famiglia; i piatti tipici sono: Timballo di Maccheroni al forno (conditi con formaggio, uovo sodo, ragù di carne, piselli e prosciutto), carne arrostita e talvolta agnello al forno. Il dolce tipico è "A Pupa cu l'ova " (una specie di pane dolce cosparso con zucchero colorato al cui interno vi è un uovo sodo) cui si aggiungono i dolci di Mandorla avolesi.
Il giorno dopo, il "Lunedì di Pasquetta", è usanza organizzare delle scampagnate in montagna o fare delle passeggiate nei centri limitrofi quali Siracusa, Fontane Bianche, Noto, Marzamemi, Portopalo, Ispica, Modica, Ragusa ecc....
San Sebastiano
E' la festa del secondo Compatrono della città di Avola, (l'altro è San Corrado Confalonieri). I festeggiamenti in onore del Martire milanese si tengono la seconda Domenica di Maggio (in concomitanza di elezioni politiche la festa viene però spostata alla terza Domenica di Maggio). Per sapere di più sulla vita del Martire vai sul link "Feste e tradizioni" di Melilli, paese di cui è Patrono.
La Domenica alle 7 di mattina, dopo una serie di botti sparati in aria, parte da Contrada Chiusa di Carlo presso il cosiddetto "Misteri i Sammastianu " (edicola votiva edificata sulla destra della SS 115 Avola - Siracusa) la processione dei "Nuri " (che significa "Nudi", poichè anticamente i maschi percorrevano questa strada in mutande portando come indumento una fascia rossa, usanza dimessa negli anni 60 quando l'allora parroco della Chiesa Madre vietò che entrassero nell'edificio sacro persone seminude; da allora in poi i "Nuri " portano maglietta e pantaloni bianchi e a tracolla una fascia rossa, facendo si che anche molte donne partecipassero alla processione).
I "Nuri " innanzitutto fanno questo percorso come "Voto per Grazia Ricevuta"; sono guidati da un capogruppo che può essere maschio o donna. Il compito del capogruppo è di lanciare le invocazioni al Santo esortando i componenti del gruppo a rispondere all'unisono; loro sono muniti di un mazzetto di gigli rossi (chiamati "Gigli i Sammastianu "), gladioli o altri fiori.
Alcuni di loro marciano a piedi scalzi dal "Misteri " alla "Matrice" intonando grida con cui invocano il Santo Martire (praticamente il capogruppo intona invocazioni tipo "ciamamulu ca n'aiuta ; nun è Santu di paura , chi semu surdi e muti l'avulisi , è santu miraculusu ecc...." ricevendo come risposta dagli altri pellegrini "Viva Diu e Sammastianu ".
Arrivati all'entrata di Avola, precisamente in Via Siracusa, avviene l'incontro con San Sebastiano, che i "Nuri " seguiranno fino in Chiesa Madre dove inizierà una Messa Solenne.
Di pomeriggio avviene un'asta benefica di prodotti tipici avolesi (olio, vino, formaggi, dolciumi, carni, pesce, verdure ecc....), animali (conigli, galline ecc...) e prodotti di qualsiasi tipo offerti da negozianti o da privati.
La sera la statua di San Sebastiano assieme alla reliquia (un pezzo di osso), viene fatta uscire dalla Chiesa Madre e portata in processione dapprima nel centro storico, poi nei quartieri periferici della città (che variano ogni anno a seconda della zona). Alla processione partecipano alcuni "Nuri ", la Protezione Civile di Avola e le Confraternite di San Sebastiano di Avola, Palazzolo Acreide e Santa Venerina (Catania). Durante il tragitto vengono preparati numerosi altarini con l'effigie del Santo, che verranno benedetti con la Reliquia. Al ritorno in Chiesa Madre viene fatto un discreto spettacolo pirotecnico.
Santa Venera
La festa di Santa Venera, Patrona di Avola, viene celebrata l'ultima Domenica di Luglio.
Secondo alcune fonti, Santa Venera sarebbe nata il 100 d.C. presso Acireale, da una famiglia cristiana di origini galliche. Durante la sua giovinezza studiò approfonditamente la Bibbia e aiutò molta gente in difficoltà. Predicò il Cristianesimo dapprima in Sicilia, poi in Campania e Calabria. Qui fu arrestata dal Prefetto di Locri, Antonio. Nonostante le torture e le sevizie, lei non abbandonò mai la Fede Cristiana; difatti ogni volta che era sul punto di morire, il Signore la confortava e la sanava. Il prefetto mossosi a pietà la liberò ma la esiliò dal territorio italiano. Andò allora a predicare in Grecia, ma fu arrestata e torturata una seconda volta, ma quando era in punto di morte, Gesù nuovamente la sanava. Finchè non venne processata e giustiziata per decapitazione in Gallia. Il corpo fu seppellito a Roma e parte delle sue reliquie furono portate ad Acireale. Da quest'ultima città un pezzo di braccio fu dato alla città di Avola, dove per un certo periodo di tempo abitò in una grotta presso Avola Antica (la "Grotta di Santa Venera", vedi link su "Avola Antica") durante la sua Predicazione in Sicilia.
Qualche giorno prima della festa viene aperta la nicchia dove vi è conservata la statua della Santa e viene esposta la Reliquia.
La mattina della festa, la cittadinanza si sveglia al rumore dello scoppio di una serie di salve sparate in aria. Segue quindi la Messa solenne nella chiesa della Santa Martire in presenza delle autorità locali.
La sera alle 20 esce il Simulacro argenteo di Santa Venera che girerà per le vie del centro storico avolese accompagnato dalla banda musicale e dalle autorità cittadine.
Prima del rientro vengono sparati alcuni fuochi d'artificio all'altezza di Piazza Umberto I.
Il giorno seguente detto "Il lunedì di Santa Venera", vengono fatte di giorno scampagnate in campagna o al mare. La sera si esibiscono in Piazza Umberto I cantanti italiani di successo. Alla fine dello spettacolo musicale, presso il Lungomare Pantanello viene fatto un discreto spettacolo pirotecnico a conclusione dei festeggiamenti.
Altre feste
- San Corrado Confalonieri il simulacro del Santo Netino, venerato anche ad Avola, esce dalla Chiesa di San Giovanni Battista e viene portato in processione nei quartieri limitrofi;
- San Giuseppe viene festeggiato a Marzo. La statua del Santo Padre di Gesù esce dalla Chiesa di Santa Venera ed è portata in processione per le vie del quartiere vicino. In periferia viene organizzato il "Cassero di San Giuseppe" dove vi vengono organizzati spettacoli musicali offerti da artisti locali. Più tardi nell'estrema periferia della città vengono accessi grandi falò chiamati "Adduminarii " ("Luminarie");
- Corpus Domini l'Eucarestia viene portata in processione da una Chiesa ad un'altra. Le chiese vengono ruotate ogni anno;
- Madonna delle Grazie dall'omonima chiesa situata in Via Marina parte il pellegrinaggio verso l'edicola votiva di Cozzo Tirone, presso Avola Antica, dove venne ritrovato il quadro che la raffigurava. Dopo il Pellegrinaggio vi è la Messa presso il Convento della Madonna delle Grazie;
- Madonna del Carmine la statua della Madonna del Carmine viene portata in processione nel quartiere periferico di Contrada Qualleci;
- San Lorenzo la sera del 10 Agosto le spiagge di Avola si riempiono di gente per "La Notte delle Stelle Cadenti" in cui molti temerari fanno il bagno di notte. Viene organizzata presso il Lungomare Tremoli una serata dance cui vi partecipano molti dj e cantanti dance famosi;
- Assunzione di Maria la statua che raffigura l'Assunzione di Maria viene fatta uscire dal Convento della Madonna delle Grazie di Avola Antica e portata in processione per le contrade della frazione montana;
- San Martino la tradizione avolese vuole che la sera dell'11 Novembre vengano preparate le "Crispelle ", (palline di semola fritte nell'olio di semi che possono essere a base di acciughe, ricotta, finocchio selvatico e uva passa condite con zucchero, miele e sciroppo di carrubbe chiamato "Vino Cotto") esse accompagneranno il "Vino Nuovo" (sarebbe il vino novello uscito dalla prima vinificazione), difatti un vecchio detto avolese dice "'ppi San'Martinu Crispeddi e vinu!!! ";
- Immacolata l'8 Dicembre la statua dell'Immacolata esce dalla Chiesa Madre e viene portata in processione nel centro storico avolese;
- Festività natalizie la Provincia temporaneamente ha tagliato i fondi per i Presepi viventi organizzati fino a pochi anni fa. Cosa che ha fatto rabbia a molti avolesi. Comunque la città viene riccamente addobbata e per le strade girano musicisti che suonano la "Novena" (canzoni natalizie). La Sera del 24 passata prevalentemente in famiglia o fra amici, vengono preparate le tradizionali "Impanate " (calzoni conditi con salsiccia, broccoli, verdura, tonno salato, baccalà, anguille, pomodori secchi, ricotta, carne e patate), "Scacce " (una specie di focaccia condita con salsa di pomodoro, prosciutto, uovo sodo e formaggio) e "Nfagghiulate " (affini alle "Impanate " ma condite con ricotta dolce, uovo e cannella); alla fine vengono serviti vari dolciumi tra cui: i "Biscotti di Mandorla" avolesi (chiamati in dialetto "Viscotti i mennula "), i "Mustazzola " al miele, i "Marunetti " (biscotti ripieni di miele o vino cotto) e i torroni al miele con mandorle o sesamo ("Cubbaita "). Per il pranzo dell'indomani si usa preparare come primo piatto la Pasta al forno (lasagne o cannelloni posti a strati e conditi con prosciutto, uova sode, ragù di carne, piselli e besciamella), e con vari secondi di carne (cotolette di vitello, salsicce arrostite, involtini, Falsomagro ecc...). Per la sera di Capodanno vengono preparati invece: zampone, lenticchie e pizze. Scattata la Mezzanotte i cittadini avolesi si sbizzarriscono a sparare petardi di ogni dimensione per salutare l'anno nuovo. Il pranzo di Capodanno è più o meno simile a quello del 25. Per tutto il periodo natalizio è vi è l'usanza di giocare a carte la sera (i giochi oltre Briscola, Scopa e Scala 40 sono: il "Sette e menzu " "u Cinchinu ", "u Piattu " e "l'Assu ca curri "). In Viale Mattarella viene montato un grande luna park che resta attivo per tutte le festività natalizie.
Manifestazioni di vario genere
- Cinema Avola manifestazione svolta in collaborazione col Giffoni Festival di Giffoni Vallepiana (provincia di Salerno) che si tiene ogni anno a Marzo. In questa manifestazione vengono premiati piccoli film girati da ragazzi siciliani. Inoltre vengono fatte vedere alle scolaresche pellicole riguardanti l'adolescenza e la fanciullezza. Spesso intervengono personaggi noti nel campo dello spettacolo;
- Notte Bianca manifestazione che si tiene a Giugno, dove per tutta la nottata nel centro storico vi si alternano spettacoli musicali, folcloristici e cabarettistici. Vengono aperti stand che espongono prodotti locali o pubblicizzano aziende avolesi o di altre città delle province di Siracusa e Ragusa. Tutti i negozi nel centro storico restano aperti;
- Estate Avolese programma estivo comprendente sfilate di moda, concorsi di bellezza, manifestazioni folcloristiche, musicali, sportive e sacre (che comprendono le feste della Madonna delle Grazie, di Santa Venera e dell'Assunzione di Maria) che si protraggono per tutti i mesi estivi. Vengono organizzate anche moltissime sagre (Sagra del Tonno, del Pesce Spada, delle Mandorle ecc....);
- "Aggiungi gusto al Nero d'Avola" manifestazione piuttosto recente che si tiene il primo fine settimana d'Agosto, dove viene pubblicizzato il Nero d'Avola ed altri vini prodotti nelle province di Siracusa e Ragusa (Eloro di Pachino, Moscato di Noto e Siracusa, Cerasuolo di Vittoria ecc...). Inoltre vengono aperti stand dove vengono esposti e venduti prodotti tipici siciliani (olio, formaggi, dolci, liquori ecc....) e prodotti cosmetici naturali.
tratto dal sito
Itinerari turistici in Provincia di Siracusa; Feste e tradizioni di AvolaEdited by Myklos - 5/9/2007, 16:22